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Nel cervello un interruttore brucia grassi

Nel cervello un interruttore brucia grassi - Dott. Giancarlo Tricarico

[8.3.2012] Sanità News - Bloccando un interruttore naturale, cioè una sostanza chimica simile alla marijuana che regola il metabolismo energetico, si potenzia l'effetto 'brucia-grassi'. Per indurre questo stato di iper-metabolismo, il team del celebre farmacologo italiano dell'Universita' della California a Irvine, Daniele Piomelli, ha ingegnerizzato i neuroni nel proencefalo dei topi per limitare la produzione di un endocannabinoide chiamato 2-Ag. Tutti i cervelli dei mammiferi contengono questa sostanza, e i ricercatori ritengono che il 2-Ag aiuti a controllare l'attivita' dei circuiti neurali legati alla dispersione dell'energia. Le cavie, così modificate, hanno risposto mangiando di piu' e muovendosi meno rispetto a quelli normali, senza, tuttavia accumulare peso. I risultati del test rimangono confermati anche con l'assunzione di una dieta ipercalorica. Nel corso della sperimentazione i topi non hanno presentato segni di obesita' e/o ipertensione.
"Abbiamo scoperto che i topi sottoposti a trattamento sono protetti dall'obesita' perche' bruciano le calorie del grasso in modo molto piu' efficace di quanto facciano i normali roditori", spiega Piomelli, illustrando la ricerca pubblicata su Cell Metabolism. "Sapevamo gia' che gli endocannabinoidi giocano un ruolo chiave nel regolare l'energia nelle cellule, ma per la prima volta ora abbiamo trovato un bersaglio per capire dove" tutto avviene. In particolare i topi mutati restano magri perche' il loro grasso bruno (un tipo di tessuto adiposo che esiste in tutti i mammiferi per tenerli al caldo) diventa iperattivo e viene convertito in calore a un ritmo molto piu' rapido di quanto accade negli animali normali". Nell'ambito della ricerca i topi sono stati allevati con cellule cerebrali manipolate per limitare la produzione di 2-Ag, cosa che non puo' essere fatta con gli esseri umani. "Per produrre gli effetti desiderati - spiega lo studioso - dovremmo creare un farmaco che blocchi la produzione di 2-Ag nel cervello, qualcosa che ora non siamo ancora in grado di fare. Insomma, non e' ancora il caso di annullare l'iscrizione in palestra", scherza lo scienziato

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